Crepuscolo nautico.

Gli elementi si addolciscono, gli uccelli volano tranquilli, il nostro animo si placa nel vivere il momento migliore del giorno:

C’è un momento dell’andare in barca che è sublime. Non è lo spettacolo naturale del tramonto con tutti i suoi riti, l’aperitivo, la musica lounge, le fotocamere che ne immortalano gli inimitabili colori.

E’, invece, l’approssimarsi della sera, quando ci siamo appena liberati dal rapimento del tramonto e una leggera caligine ci avvolge, quando tutto è stato svelato, smorzato, compiuto e le ombre degli elementi si allungano nel blu sempre più scuro e plaudono al giorno che termina il suo corso. I colori intensi e prepotenti del cielo si spengono e incominciano a vedersi le stelle più luminose. La maestosa purezza del crepuscolo fa da sfondo al volo degli uccelli che ritornano al proprio nido, quando ormai l’impeto di caccia lascia il posto al riposo. E’ un tempo unico dove pensieri, opere e passioni sono sospesi, i moti dell’animo pacificati dal suono dolce e ripetitivo dall’acqua, l’unico rumore che si ode perché il grido dei vani desideri è lontano mille miglia. Non si immagina, non si sogna, non si vuole nulla, perché in quell’istante c’è tutto ciò che serve, c’è tutto lo scorrere della vita, c’è morte e rinascita. E tu, protagonista e spettatore commosso di quell’attimo di meraviglia, hai nel mare la tua ricompensa. Chi cerca un senso, nel crepuscolo lo trova.

Quanto durerà questo idilliaco momento in mezzo al mare? Fino a quando si avvertirà il desiderio di ripeterlo, allora sarà già finito perché il calcolo avrà preso il posto dell’estasi. Rendete grazie, invece, e lasciatevi trasformare dalla grazia: Dio vuole che tu ci creda.

Niente allora si esaurirà.

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